Cina e Unione europea rilanciano il dialogo commerciale ad alto livello e istituiscono un meccanismo congiunto per monitorare i flussi di scambio, condividere dati e gestire le tensioni economiche tra le due sponde. È quanto emerso dall’incontro avvenuto lunedì a Bruxelles tra il commissario europeo al Commercio, Maroš Šefčovič, e il ministro cinese del Commercio, Wang Wentao, in quello che è stato la prima riunione del ciclo di Consultazioni UE-Cina su commercio e investimenti, il nuovo formato ministeriale denominato TIC. L’appuntamento ha portato alla prima dichiarazione congiunta UE-Cina sul commercio degli ultimi sette anni.

Da tempo l’UE e i suoi Paesi membri denunciano la minaccia rappresentata dalla concorrenza sleale di Pechino in molteplici settori chiave, dall’automotive all’acciaio, fino al retail che ha portato il deficit commerciale a 360 miliardi di euro nel 2025, interessando, per la prima volta tutti i 27. La visita di Wang giunge a meno di due settimane da quando i leader dell’UE hanno incaricato la Commissione europea di affrontare la questione attraverso colloqui con Pechino, preparando al contempo misure di difesa rafforzate per proteggere i settori chiave.

UE-Cina, a Bruxelles il confronto sul deficit da 360 miliardi e le nuove difese commerciali

Bruxelles aperta agli scambi ma difende la propria base industriale

Prima della cena di lavoro con Wang, Šefčovič ha rivendicato il valore politico dell’intesa, sottolineando che il crescente squilibrio commerciale con Pechino non può più essere considerato sostenibile.

“Il divario si sta ampliando. Le esportazioni cinesi verso l’Ue continuano a crescere, mentre la nostra quota di mercato in Cina continua a ridursi”, ha affermato il commissario, ricordando che il deficit commerciale europeo nei confronti della Cina ha superato i 360 miliardi di euro nell’ultimo anno. “Questa tendenza non è sostenibile e lo status quo non è un’opzione”, ha insistito.

Bruxelles, ha aggiunto Šefčovič, resta “aperta agli scambi”, ma deve “difendere la propria base industriale” e continuare a chiedere condizioni di concorrenza eque, affinché le imprese europee possano competere “ad armi pari”.

Il commissario ha spiegato che il nuovo meccanismo congiunto consentirà a UE e Cina di lavorare su statistiche condivise e di individuare tempestivamente eventuali impennate delle importazioni verso soglie di allerta.

“Se dovessimo assistere a un improvviso aumento delle importazioni nell’Ue, con il passaggio a livelli gialli o rossi, sarebbe un chiaro segnale della necessità di intervenire politicamente”, ha detto.

Il commissario UE ha inoltre accolto con favore le rassicurazioni ricevute da Pechino sul fatto che i controlli alle esportazioni di terre rare e magneti permanenti non interromperanno le catene di approvvigionamento europee, ma ha chiesto ulteriori passi per alleggerire le procedure di autorizzazione per le imprese dell’Unione. “Il progresso si costruisce una conversazione alla volta”, ha osservato. I team tecnici dovranno ora definire una tabella di marcia e lavorare con l’obiettivo di ottenere primi risultati concreti entro ottobre, quando il commissario si recherà a Pechino per una verifica dei progressi. “Non tutto sarà risolto entro allora, ma dobbiamo vedere chiaramente la direzione di marcia”, ha concluso.

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Rafforzare il dialogo a livello ministeriale tra UE e Cina

Secondo quanto si evince da una nota diramata al termine dell’incontro, l’obiettivo delle consultazioni è rafforzare il dialogo a livello ministeriale sulle politiche commerciali e di investimento, con l’intento di stabilizzare e rendere più equilibrata la relazione bilaterale.

Le due parti hanno concordato di istituire un meccanismo congiunto di monitoraggio per scambiare dati pertinenti, seguire l’andamento dei flussi commerciali e sostenere il lavoro tecnico. L’obiettivo è migliorare la trasparenza, rafforzare la fiducia reciproca e disporre di uno strumento per gestire gli attriti commerciali.

Nel corso della prima riunione sono stati individuati quattro filoni di lavoro: l’equilibrio tra commercio e investimenti, i controlli alle esportazioni, i diritti di proprietà intellettuale e la riforma dell’Organizzazione mondiale del commercio. Šefčovič e Wang hanno incaricato i rispettivi funzionari di avviare i lavori sui dossier e hanno concordato di tornare a riunirsi a livello ministeriale nell’autunno del 2026.

Sul fronte dell’accesso al mercato, UE e Cina hanno convenuto che iniziative tariffarie e non tariffarie possano contribuire a riequilibrare il rapporto commerciale. Le delegazioni hanno scambiato elenchi di problematiche relative all’accesso ai rispettivi mercati e hanno deciso di proseguire il confronto nel quadro del filone dedicato al commercio e agli investimenti, con l’obiettivo di ottenere progressi su singole questioni.

Un capitolo centrale del confronto ha riguardato i controlli alle esportazioni, in particolare per le terre rare e gli altri materiali e minerali critici. Le due parti hanno rilevato risultati positivi nel dialogo avviato finora e hanno concordato di rafforzarlo, proseguendo lo scambio di informazioni sui rispettivi quadri normativi e sulle politiche di rilascio delle licenze.

Bruxelles e Pechino hanno inoltre riconosciuto la necessità di ulteriori sforzi di facilitazione per mantenere la stabilità delle catene di approvvigionamento industriali globali. Il riferimento alle terre rare è particolarmente rilevante per l’Unione europea, impegnata a ridurre le proprie vulnerabilità nelle filiere considerate strategiche senza interrompere il dialogo con il principale attore globale del settore.

Le parti hanno infine confermato l’intenzione di rafforzare la cooperazione all’interno dell’OMC, sostenendo la necessità di una riforma capace di aumentarne autorevolezza ed efficacia. Sul piano della proprietà intellettuale, il gruppo di lavoro tecnico UE-Cina resterà il principale canale di confronto, con l’obiettivo di affrontare questioni sistemiche e rendere più efficace, equa e trasparente la tutela dei diritti.

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